Una nonna cattolica invita tutti a “fare rumore” per i diritti delle persone LGBTQ+
Testo di Francis DeBernardo, pubblicato sul sito New Ways Ministry (Stati Uniti) il 24 luglio 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
In Germania, le celebrazioni del pride sono spesso chiamate Christopher Street Day, un tempo di cortei, feste e parate. Numerose grandi città tedesche ospitano questi eventi nel mese di luglio, e recentemente Bondings 2.0 ha raccontato che diverse organizzazioni giovanili cattoliche tedesche hanno partecipato con entusiasmo al Christopher Street Day di Colonia.
Tra le voci che hanno voluto farsi sentire c’è quella di Regina Nagel, educatrice religiosa cattolica, psicologa aziendale, autrice e membro del gruppo “Omas gegen Rechts Deutschland e.V.” (Nonne contro la destra in Germania).
In un post pubblicato sul sito cattolico tedesco Katholisch.de, ha raccontato la sua esperienza al pride della città tedesca di Heilbronn.
Durante la manifestazione, alcune persone intorno a lei si sono lamentate del troppo rumore. Lei, che pure ammette di non amare particolarmente la confusione, ha risposto senza esitazioni: «Devono fare rumore, perché i loro diritti sono minacciati!»
E ha aggiunto: «Il filo conduttore degli interventi ascoltati al pride era: “Siamo qui per tutte le persone che non osano esserci”. A Heilbronn eravamo qualche centinaio, il giorno dopo a Colonia più di un milione tra attivisti e spettatori. È così importante scendere in piazza per chi non può farlo!»
Da vera nonna, ha voluto lasciare anche un messaggio carico di tenerezza e fermezza:
«La lezione che ho imparato dal Pride è che c’è un certo tipo di rumore che mi piace. C’è un rumore di cui c’è urgente bisogno. E ci sono tanti modi diversi per essere presenti e prendere posizione a favore dei diritti umani. Questo vale anche per chi è più silenzioso e, soprattutto, per chi si sente impegnato a vivere il Vangelo!
Chi sceglie consapevolmente di non resistere, diventa complice di quelle forme insopportabili di ingiustizia che emarginano, minacciano, terrorizzano o addirittura distruggono le persone.»
Ho ammirato molto il suo coraggio e la sua saggezza. Soprattutto perché, qui negli Stati Uniti, sembra che ogni giorno venga tolto un altro diritto alle persone LGBTQ+. Come cattolico, non ho potuto fare a meno di pensare al ministero pastorale verso le persone LGBTQ+.
Mi sono venuti in mente tutti quegli straordinari operatori pastorali che accolgono le persone LGBTQ+ nelle loro parrocchie, offrendo uno spazio anche a chi, per paura o per ferite ancora aperte, non oserebbe mai entrare in una chiesa cattolica.
E ho pensato a tutte quelle persone LGBTQ+ cattoliche che con determinazione hanno conquistato il loro posto nella comunità ecclesiale, diventando testimonianza vivente del fatto che sì, si può avere il coraggio di essere visibili.
L’invito di Regina Nagel mi ha ricordato che tutti possiamo fare rumore. Che sia un rumore sommesso o forte, ciascuno può fare la sua parte, nella società civile come nella Chiesa, per sostenere chi oggi viene marginalizzato da responsabili e autorità.
E ho ripensato alle parole di Papa Francesco rivolte ai giovani durante la Giornata Mondiale della Gioventù del 2013, quando li esortò a tornare a casa e “fare chiasso” nelle loro comunità.
In tempi come questi, dovremmo tutti prenderlo sul serio. Non avere paura di “fare un po’ di disordine”. Ma farlo, come ci insegna il Vangelo, mescolando coraggio e dolcezza, senza tacere, senza voltarsi dall’altra parte.
*Francis DeBernardo è direttore esecutivo di New Ways Ministry, un’organizzazione statunitense che promuove la giustizia e l’inclusione delle persone LGBTQ+ nella Chiesa cattolica dal 1977.
Testo originale: Catholic Grandmother Wants People to Make Noise for LGBTQ+ Equality

