Una storia d’amore gay. Conoscersi, trovarsi e amarsi in Rwanda
Testimonianza di Adelard* pubblicata su Gay Christian Africa (Africa) il 14 febbraio 2026. Liberamente tradotta dai volontari del Progetto Gionata
In questo episodio della serie True Love (Amore vero) esploriamo una storia d’amore tenera e un po’ dolceamara che arriva dalla Terra delle Mille Colline, il Rwanda (Africa).
È iniziato tutto in silenzio, come succede ormai a tante storie d’amore moderne. Senza testimoni, senza certezze, senza grandi scene.
Nel 2021, Noel (nome di fantasia) riceve su Instagram una richiesta casuale da parte di Moris (anche questo un nome di fantasia). Cominciano a scriversi, all’inizio in modo leggero, senza fretta. Per mesi il loro legame vive solo sugli schermi. Bisogna aspettare maggio 2022 perché si incontrino di persona.
Vanno a cena da qualche parte a Kigali, in Rwanda. È tutto semplice, naturale. Una di quelle serate che non pretendono nulla, ma che continuano a farti pensare anche dopo che sono finite. Eppure, quando Noel riaccompagna Moris a casa, non c’è nessun bacio della buonanotte.
Nemmeno un tentativo. Noel se ne va con un sorriso a metà e un piccolo nodo dentro, chiedendosi se il prossimo San Valentino lo passerà da solo o se forse l’attrazione è stata solo da una parte.
Poi arriva il silenzio. Un momento in cui entrambi smettono di farsi sentire. Passa un anno intero. La vita prende il sopravvento. Quel legame sembra una cosa arrivata in punta di piedi e svanita allo stesso modo.
Fino all’estate del 2023. È Moris a farsi vivo di nuovo. Quando si incontrano a luglio, qualcosa è cambiato.
Questa volta passano tempo insieme, tempo vero, quello che scioglie i dubbi. Durante quell’estate Moris si innamora per primo e lo dice ad alta voce. E quasi senza accorgersene, Noel scopre di innamorarsi ancora più profondamente. Da allora sono inseparabili.
Noel racconta che la loro relazione è fatta di amore intenso, passione, compromessi, apprendimento, perdono, pazienza e impegno. Ma la sorpresa più grande è Moris stesso: la sua solidità, la sua stabilità.
Noel si definisce caotico; Moris, invece, è radicamento. Lo calma senza controllarlo, lo capisce senza bisogno di troppe spiegazioni. La sua sola presenza è rassicurazione.
La prima cosa che aveva colpito Noel è il pragmatismo di Moris. È un realista, consapevole del terreno su cui si muovono. In Rwanda, essere apertamente una persona queer comporta complicazioni: la visibilità è sempre misurata e la sicurezza non è mai scontata. Così Noel e Moris vivono con discrezione.
Il loro San Valentino non è un video perfetto da social, ma è qualcosa di più profondo di una vacanza su un’isola esotica. È fatto di gesti semplici che riempiono la vita di ricordi destinati a durare. Si muovono nel mondo con delicatezza.
Si appoggiano a una piccola ma forte rete di altre persone queer e, da dietro le quinte, sostengono chi si espone in prima linea per la visibilità e i diritti. Il Rwanda mantiene una posizione relativamente neutrale verso le persone LGBTQ+, ma quella neutralità non garantisce mai piena tranquillità.
La fede è centrale nella loro storia. Ed è anche complessa. Noel e Moris sono cristiani e condividono una convinzione profonda: l’amore non può mai essere contro Dio. Eppure la fede non è sempre stata benevola con loro.
Come accade a molte persone queer nel continente africano, fin da piccoli è stato insegnato loro che il modo in cui amano è peccato. Quelle parole restano addosso, anche oggi. Disimpararle richiede tempo, coraggio, grazia. Ma scelgono di restare nella fede, non come un’arma contro sé stessi, bensì come una radice che dà stabilità e crescita.
I momenti più difficili arrivano quando la vita chiede di rendere visibile l’amore: le tappe importanti, le occasioni in cui si vorrebbe celebrare pubblicamente o difendersi a vicenda. Non poterlo fare pesa.
Con il tempo hanno trovato un equilibrio. Le loro celebrazioni sono private, ma frequenti. Le loro parole di conferma sono silenziose, ma costanti. Si dicono spesso ciò che provano, e a quelle parole fanno seguire i fatti.
Se il matrimonio fosse sicuro e legale, Noel risponderebbe subito: «Sì!». Non solo per amore, ma perché Moris è un compagno degno. I suoi punti di forza, dice Noel con un sorriso dolce, superano di gran lunga i suoi difetti. Fisicamente è il sorriso di Moris che continua a farlo tremare, quello che fa nascere le farfalle nello stomaco.
Ma c’è anche qualcosa di più difficile da descrivere: la sua presenza, il modo in cui rende la vita più stabile semplicemente facendone parte.
Se Noel potesse rivolgere una sola preghiera per Moris, chiederebbe protezione divina su di lui e sulla sua famiglia. E se avesse una sola frase per riassumere il suo amore, direbbe: «Grazie per aver reso la mia vita incredibilmente bella».
Entrambi sanno una cosa: ciò che condividono è per sempre. Come sarà quel “per sempre” resta incerto, modellato da tante realtà esterne. Ma la certezza l’uno dell’altro rimane intatta.
Per Noel, l’amore è impegno. È stare accanto a qualcuno senza esitazione. È sapere che, anche nei momenti più duri, l’idea di non essere insieme non compare mai. L’amore è scegliersi, ancora e ancora, ogni singolo giorno.
* Adelard è animatore del progetto Gay Christian Africa de La tenda di Gionata, una piattaforma che raccoglie testimonianze, riflessioni e notizie sulle persone cristiane LGBTQ+ nel continente africano, offrendo uno spazio di condivisione su fede e vita.
Testo originale: Saint Valentine’s Day: a gay love story in Rwanda

