Veglie di luce, veglie di maggio, ecco la voce, ecco il coraggio
Si può raccontare con una canzone cosa sono le veglie di preghiera per il superamento dell’omotransbifobia di maggio. Molti di noi fanno parte di cori parrocchiali, altri compongono testi, altri li scrivono abbiamo messo insieme un pò di teste e dopo un pò di litigi con la IA, è nata questa melodia.
Una canzone che parla di Vangelo, figli e figlie arcobaleno, di famiglie, comunità, preghiera e coraggio ma sopratutto parla di una Chiesa che fa spazio concreto alle persone LGBTQ+, ai loro genitori, ad amici e a tutti i credenti… non tutti uguali, non tutti allo stesso punto, ma lì insieme. Le veglie sono proprio questo.
Non risposte già pronte… ma spazi aperti. Non una Chiesa che seleziona, che misura, che chiede prima di tutto “sei a posto?”… ma una Chiesa che accoglie. Che lascia entrare storie, nomi, volti. Che prova a tenere dentro anche quello che non è semplice.
Vuoi sapere di più sulle veglie? Trovi materiali, informazioni e strumenti per partecipare o organizzarne una su www.gionata.org/inveglia/ PASSAparola
IL TESTO DELLA CANZONE
Nel mese di maggio ci troviamo a cantare
con il Vangelo aperto e la voglia di pregare.
Figli e figlie arcobaleno,
famiglie e comunità
contro l’omotransbifobia,
nella luce che verrà.
C’è chi viene con gli amici,
chi ritorna dopo anni,
c’è un amore da tenere,
senza più nasconderlo agli sguardi.
C’è una madre che sorride, c’è un padre lì vicino
e una chiesa che fa spazio nel nome del mattino.
Veglie di luce, veglie di maggio,
ecco la voce, ecco il coraggio.
Dio ci chiama, Dio ci tiene,
ogni nome gli appartiene.
Veglie di luce, mano nella mano,
Nessun amore troppo lontano.
Se il Signore è qui con noi,
c’è posto anche per voi.
Non servono parole grandi,
basta restare insieme.
Una preghiera detta piano,
una canzone che sostiene.
persone LGBT+, credenti, amici veri.
Con Maria che ci accompagna
verso giorni più sinceri.
E quando usciamo sulla strada
la notte sembra meno scura,
perché abbiamo visto insieme
che l’amore non fa paura.
La speranza non è un sogno,
è una cosa che si fa.
Una veglia, un canto,
un nome, una comunità.
Veglia di luce, veglia di maggio,
ecco la voce, ecco il coraggio.
Dio ci chiama, Dio ci tiene,
ogni nome gli appartiene.
Veglie di luce, mano nella mano,
nessun amore troppo lontano.
Se il Signore è qui con noi,
c’è posto anche per voi.

