“A Gerusalemme sarete consolati”. Le meditazioni verso Pasqua di Luigi Testa
Ci sono libri che si leggono e libri che si attraversano. “A Gerusalemme sarete consolati. Meditazioni verso Pasqua” di Luigi Testa è uno di questi: quaranta pagine che non chiedono solo attenzione, ma cuore.
Pubblicato e distribuito gratuitamente da La Tenda di Gionata, con una introduzione di Filippo Sorcinelli, la postfazione del teologo morale Martin M. Lintner OSM e le illustrazioni della giovanissima Sawa Namira Previti, questo libretto è un piccolo cammino spirituale che nasce proprio come un pellegrinaggio.
Luigi Testa accompagna il lettore dentro la Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme come un pellegrino che racconta ciò che vede e ciò che sente. E fin dall’inizio si capisce che la fede qui non è distante, ma profondamente incarnata: «Appena varcato il portone… sei invaso da un profumo dolce e pungente… Nei giorni che verranno, ci resti addosso questo odore, per dirci sempre di questo Amore donato».
L’introduzione di Filippo Sorcinelli apre il cammino con una visione che è già preghiera: chi legge diventa come il discepolo amato, con il capo reclinato sul petto del Signore, immerso nello stupore. Non una fede distante, ma una vicinanza che scalda e inquieta allo stesso tempo: «Gerusalemme diventa il nome infinito della comunione… perché forte come la morte è l’amore» (Sorcinelli)
Pagina dopo pagina, la Passione si fa esperienza viva. Sul Calvario Cristo è chiamato “lo Sposo”, e la meditazione diventa dialogo intimo, quasi sussurrato. È una spiritualità che osa usare il linguaggio del desiderio per raccontare l’incontro con Dio: «È questa roccia la cella in cui mi hai portato… perché il tuo vessillo su di me sia amore».
A illuminare questo percorso interviene la postfazione del teologo Martin M. Lintner, che invita a leggere queste meditazioni come parte di una storia più grande. Il Cantico dei Cantici, ricorda, ha sempre dato voce all’amore tra l’anima e Cristo, mostrando come il desiderio umano possa diventare luogo teologico: «Il desiderio profondamente umano… di essere amati e di amare… è come una sete inestinguibile che spinge a comprendere più profondamente il mistero pasquale come rivelazione dell’amore divino» (Lintner)
Ed è proprio questa sete che attraversa il libro. Una sete che non nasconde le ferite, ma le consegna alla luce della resurrezione. Perché la tomba, alla fine, non trattiene. Il Risorto si incontra fuori, nel giardino, tra le strade della vita quotidiana: «Bisogna uscire… è lì, nel giardino attorno alla tomba, che ti incontro… “Io sono del mio amato e il mio amato è mio”».
Luigi Testa, docente di Diritto pubblico comparato e autore di Via Crucis di un ragazzo gay (Castelvecchi, 2024), prosegue in queste pagine un cammino spirituale che intreccia fede, identità e ricerca interiore.
Questo piccolo libro gratuito diventa allora un invito semplice e potente a fermarsi, ad attraversare la propria Gerusalemme interiore, a lasciarsi toccare da un amore che non giudica e non abbandona. Perché, come sussurra in una delle sue pagine più luminose, la domenica di Pasqua comincia con una promessa che non smette di vibrare: «Non abbiate paura».
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(le copie cartacee del volume saranno inviate gratuitamente a coloro che diventeranno soci de la tenda di Gionata entro marzo 2026)

