Vieni, siediti accanto a me
Riflessioni di M. Hakes* pubblicate su New Ways Ministry (Stati Uniti) in data 17 luglio 2022. Liberamente tradotte dai volontari del Progetto Gionata.
“Vieni, siediti accanto a me.” Sono parole semplici, eppure hanno cambiato la mia vita.
Le ho sentite per la prima volta a una Messa domenicale in una parrocchia cattolica che avevo appena iniziato a frequentare. Mi ero trasferito da poco in quella città e stavo ancora cercando una chiesa che potesse davvero diventare casa.
Non conoscevo nessuno. Non sapevo cosa aspettarmi. Ma sapevo che avevo bisogno di un luogo dove sentirmi accolto, amato. Un luogo dove potessi pregare e respirare.
Mi ero seduto verso il fondo della chiesa, da solo. Ero nervoso. Come persona queer cattolica, andare in una nuova chiesa è sempre un atto di coraggio. Non sai mai se sarai accolto o giudicato, guardato con sospetto o ignorato. A volte basta uno sguardo, una predica, una parola fuori posto per ricordarti che non sei il benvenuto. E io non avevo più voglia di essere ferito.
Poi, poco prima che iniziasse la Messa, una donna si è avvicinata. Mi ha sorriso e con naturalezza ha detto: “Vieni, siediti accanto a me.” Come se fosse la cosa più normale del mondo.
Eppure, per me non era affatto normale. Era una rivoluzione.
Quella frase, quella gentilezza, quel piccolo gesto umano ha abbattuto i muri che avevo costruito dentro di me per proteggermi. Mi ha ricordato che non ero solo. Che c’erano ancora persone nella Chiesa pronte ad accogliere, ad aprire uno spazio, a dire: “Tu appartieni.”
Da quel giorno, sono tornato in quella chiesa. Quella donna — che poi è diventata mia amica — mi ha fatto da ponte verso una comunità. Ho iniziato a sentirmi parte di qualcosa. Ho trovato un coro, un gruppo biblico, delle persone con cui condividere la mia fede e la mia vita, così com’era. Non perfetta, ma vera.
Ho capito quanto sia potente un invito semplice, e quanto possa cambiare tutto. Da allora cerco di fare lo stesso con gli altri. A Messa, nei gruppi, nei luoghi in cui si prega e si vive la fede. Cerco di guardare attorno, di accorgermi di chi è solo, di chi ha lo sguardo incerto, e di dire, anche solo con un sorriso: “Vieni, siediti accanto a me.”
Non è sempre facile essere parte di questa Chiesa. Ma ci sono giorni, ci sono persone, ci sono parole che ti ricordano che l’amore di Dio passa proprio da lì: da un gesto di accoglienza.
E così continuo a camminare. Con fede, con fragilità, con speranza. Perché qualcuno, un giorno, mi ha fatto posto accanto a sé. E questo ha cambiato tutto.
*M. Hakes (they/them), vicedirettore della pastorale universitaria e direttore dell’Istituto di Teologia Giovanile presso il College of St. Scholastica a Duluth, Minnesota. Il loro lavoro si concentra sull’aiutare gli studenti ad approfondire la spiritualità, impegnarsi nel servizio e nel lavoro di giustizia e partecipare al discernimento dell’identità, dei valori e della vocazione.
Testo originale: “Welcome! Sit Next to Me”

