Categoria: Tracce di riflessione
“Abbiamo perso la Bibbia! Abbiamo perso la Parola di Dio! Ci siamo abituati a vivere senza la Bibbia, che è stata rinchiusa dentro la spazio accademico riservato agli esperti. La Bibbia è stata tolta al popolo, e il popolo ha così perso, forse…il suo dinamismo e la sua forza. Forza che nasce dalla Parola di Dio incarnata nella storia quotidiana” (Nancy Cardoso Pereira). E’ tempo di riscoprire le parole della Bibbia insieme.
La spiritualità francescana consiste soprattutto nel raccontare storie. Raccontiamo storie e viviamo le storie che raccontiamo. Attraverso di esse invitiamo gli altri a incontrare e scoprire un Dio che ama e abbraccia tutta l’umanità. E noi, persone LGBTQ+, dove ci troviamo in questa storia?
Per tutta la vita ho continuato a chiedendomi che cosa possa significare appartenere a una Chiesa cattolica che continua ad affermare che il mio modo di amare è «disordinato» e «depravato». Molte di queste riflessioni si sono concentrate sul modo in cui Santa Teresa reagì alle proprie esperienze di esclusione nella Chiesa cattolica.
Chi decide come dobbiamo chiamarci? Il nome e il genere che riceviamo alla nascita raccontano per sempre tutto ciò che siamo, oppure anche la Bibbia lascia spazio alla possibilità di riconoscersi, nominarsi e diventare? È la domanda che nasce leggendo On Genesis: Transgender and Subcreation (Su Genesi: transgender e subcreazione), un breve ma intenso testo di Gabrielle M.W. Bychowski*, studiosa...
In Genesi 11,30 Sara, la moglie del patriarca Abramo, non può avere figli. Nella Bibbia, la sterilità di una donna ricorre spesso nei racconti che precedono e preparano la nascita di un personaggio destinato a svolgere un ruolo importante. Il brano mette in luce le difficoltà etiche e pratiche di questa forma di maternità surrogata, insieme alle implicazioni politiche della riproduzione in una società tradizionale organizzata secondo la discendenza paterna.
Riflessioni della teologa Karin Hügel* tratte dal suo libro Studien zu queeren Lesarten der Hebräischen Bibel (Studi sulle letture queer della Bibbia ebraica), collana Biblical Interpretation Series, vol. 235, editore Brill (Leiden-Boston), 2026, capitolo 3, pp. 83-96. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata La mia lettura queer del Cantico dei Cantici, va oltre l’interpretazione del Cantico come controtesto queer...
Che cosa impedisce alle nostre Chiese di camminare insieme alle persone LGBT+? cosa impedisce di ascoltarle prima di parlare di loro? Che cosa impedisce a un prete, a una religiosa, a un pastore, a un vescovo o a una comunità di attraversare un Pride senza pensare che basti esserci per approvare automaticamente ogni slogan e ogni paillettes?
Prestare attenzione alla mia esperienza queer e metterla in relazione con il cristianesimo mi ha aiutato a ritrovare la mia fede, una storia alla volta, un insegnamento alla volta, un rito alla volta.
Le storie bibliche che avevo ascoltato crescendo e le idee teologiche che mi erano state insegnate improvvisamente cominciavano a diventare vive quando lasciavo che la mia esperienza queer entrasse in dialogo con esse.
Come persone queer, siamo nella posizione perfetta per dare un contributo affinché ogni persona queer incontri l’Amore di Dio: siamo credibili agli occhi di coloro cui ci rivolgiamo perché ne condividiamo le stesse esperienze di vita e le stesse fatiche per cui la nostra scelta, per Cristo e per la Chiesa, pone una questione in grado di essere pietra d’inciampo, e quindi suscitare interesse.