Categoria: Triangoli rosa

Il 27 gennaio del 1945 si aprivano le porte del campo di Auschwitz mostrando al mondo il Male assoluto. Ogni  anno in quel giorno si ricorda lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali e lo sterminio di migliaia di persone nei campi di concentramento perchè: ebrei, zingari, omosessuali, russi, dissidenti, etc… perchè qualcuno aveva deciso  che non erano “normali”. Vogliamo ricordare l’olocausto dimenticato di tanti “Triangoli Rosa”, uomini e donne che furono imprigionati, affamati, torturati e sterminati solo perchè gay o lesbiche. Per non dimenticare leggi e ascolta le loro storie.

Come i nazisti perseguitarono le persone queer? Una storia di leggi, vite cancellate e resistenza

Testo rielaborato a partire da un saggio storico pubblicato sul sito Pink Triangle Legacies (Stati Uniti) il 24 gennaio 2024. Liberamente tradotto e adattato per la pubblicazione dai volontari del Progetto Gionata All’inizio non furono i campi di concentramento. Non furono neppure gli arresti di massa. La persecuzione delle persone queer da parte del regime nazista cominciò in modo più...

Esistere era già una colpa. Le persone LGBT+ nella persecuzione nazista

Quando ricordiamo la persecuzione nazista delle persone omosessuali, spesso lo facciamo attraverso simboli e leggi: il triangolo rosa, il paragrafo 175, i campi di concentramento. Tutto vero. Ma non basta. Per fare memoria davvero serve tornare alle vite concrete, ai corpi, alle relazioni, ai nomi. Perché accanto agli uomini gay, più visibili nei documenti ufficiali, ci sono state donne lesbiche...

Perché se comprendere l’olocausto è impossibile, conoscere è necessario

Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, siamo chiamati a ricordare le vittime dell’Olocausto, un genocidio che ha colpito milioni di persone: ebrei, rom, persone con disabilità, dissidenti politici e anche uomini e donne omosessuali. Tra queste, la tragica testimonianza di Pierre Seel, deportato nel campo di concentramento di Schirmeck-Vorbrück a causa della sua omosessualità, è un grido di dolore che...

La storia nascosta: la vita queer di Eleonore Behar durante l’olocausto nazista

Testo di Anna Hájková*, pubblicato sul sito web LSBTTIQ in Baden und Württemberg (Germania) il 27 gennaio 2017. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata. Il 19 aprile 1945, nel ghetto di Theresienstadt (Repubblica Ceca), arrivò un trasporto di ebrei ungheresi provenienti dal campo di lavoro forzato di Immendorf, nella regione della Bassa Austria. Tra questi c’erano la ventitreenne Anna...

Cosa ci raccontano le tracce delle vite queer sopravvissute alla persecuzione nazista

Testo di Elsa Fischbach, pubblicato sul sito del Centre LGBTIQ+ CIGALE (Luxembourg) il 31 gennaio 2023. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata. La memoria implica conoscenza. Questo articolo è dedicato alla Giornata della Memoria (che si celebra il 27 gennaio), ed esplora le tracce lasciate dalle vite queer nel contesto del nazionalsocialismo. Uno degli aspetti più studiati è la...

La pace in Europa è l’unico modo di rendere omaggio alle vittime della Shoah

Riflessioni di Lavinia Capogna 27 Gennaio Giornata della Memoria. La Shoah, che in antico ebraico vuol dire “tempesta devastante“, “distruzione assoluta” indica lo sterminio compiuto da Hitler e dal regime nazista tedesco tra il 1933 e il 1945 di coloro che ritenevano di “razza inferiore” o “degeneri“. Furono tra i 15 e i 17 milioni le vittime. Iniziò con lo...