Lesbica e cattolica. Quando amai i miei diversi io
Testimonianza di BP, 24 anni, donna cis lesbica di Rio de Janeiro (Brasile), pubblicata in Testemunhos da Diversidade: história de fé, amor e comunhão (Testimonianze della Diversità: storia di fede, amore e comunione), a cura della Rede Nacional de Grupos Católicos LGBT (Brasile) 2020. Liberamente tradotta dai volontari del Progetto Gionata
“Perché, come il corpo è un tutto con molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. (…) Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte” (1 Cor 12, 27).
La pratica religiosa ha segnato la mia identità fin da piccola: il mio percorso è quello classico di chi è nata e cresciuta nella chiesa cattolica. Battezzata, catechizzata e cresimata, ero la bambina che ogni domenica saliva all’ambone per proclamare la lettura, con il vestitino fiorito e il cuore che batteva forte. Più tardi entrai nel ministero della musica, in cui sono rimasta fino ad oggi come cantante e strumentista. La religiosità è sempre stata una parte importante del mio Io.
Nonostante questa vita immersa nell’ambiente parrocchiale, a diciott’anni quel mio Io-Religione si interrogò sulla propria vocazione nella chiesa: “che cosa vuole Dio da me?”. Era il 2014, durante un ritiro di Carnevale. Il tema era l’Amore misericordioso di Dio. Ricordo che, nel mio momento di preghiera, mi consegnai alla sua volontà come mai prima. “Dio, aiutami anche a riconoscere la Tua volontà”.
La risposta arrivò nello stesso anno, ma in una forma che non mi sarei mai aspettata. Alcuni mesi dopo il ritiro mi accorsi che la mia attrazione non era verso i ragazzi, ma verso le ragazze. Da allora conobbi l’angoscia di guardarmi allo specchio come a un estraneo, ma anche la pace di una scoperta inquieta.
Da una parte faticavo a credere che fossi davvero io; dall’altra, una parte essenziale di me si rivelava e dava un senso a tante cose che provavo. Fu così che il mio Io-Affetto si presentò al mio Io-Religione.
“Voglio essere chi sono senza abbandonare la mia fede. So che ne sono capace, mio Dio” – scrissi in quei giorni. Fu una fase spinosa: mi accorgevo di appartenere a un gruppo la cui vita veniva negata e silenziata dal magistero della chiesa cattolica. La mia perseveranza la devo, in gran parte, al gruppo Diversidade Católica, che conobbi e iniziai a frequentare in quel periodo.
Lì mi riconobbi come cattolica lesbica – perché non potevo rinunciare alla mia fede praticata ogni settimana in chiesa – e come lesbica cattolica – perché non potevo ignorare la chiamata, ormai consapevole, del mio corpo-affetto verso il femminile.
Oggi capisco che questi due Io non sono affatto in contraddizione, ma vivono in una sinergia profonda. L’Io-Religione dà senso e forza all’Io-Affetto: è in Dio che riconosco la manifestazione dell’amore e in Lui cerco la forza per affrontare le difficoltà del cammino. A sua volta, l’Io-Affetto rende carne e vita l’Io-Religione, nella mia vocazione a testimoniare un’esistenza resistente, sempre desiderosa di reclamare ogni giorno il posto che per troppo tempo è stato negato alle persone LGBT nella chiesa. Io sono qui e desidero che tante altre persone siano qui, per arricchire insieme i colori del Corpo di Cristo.
Io amo i miei diversi e colorati Io. Io sono a(fé)to, affetto e fede insieme.
* BP è una giovane donna cattolica lesbica di Rio de Janeiro. Ha trovato nel gruppo Diversidade Católica un luogo di sostegno e testimonianza, che le ha permesso di integrare fede e orientamento affettivo.
Testo originale: Quando amei meus diversos Eus in Testemunhos da Diversidade: história de fé, amor e comunhão (file PDF)

