VIDEO> Mosè. Mito di un uomo, racconto di un maschio
In questa intervista incontriamo Gabriele Bertin, pastore valdese e autore del libro “Mosè. Mito di un uomo, racconto di un maschio” (Claudiana, 2024). Un dialogo vivo e coraggioso su un tema ancora poco esplorato: la teologia del maschile. In un tempo in cui le teologie femministe e queer hanno trasformato il modo di leggere la Scrittura, Bertin propone un passo ulteriore: rivolgere quello sguardo anche agli uomini, ai loro modelli biblici, alle loro fragilità e crisi di senso.
Il suo Mosè non è la figura marmorea di Michelangelo, ma un uomo in cammino, plasmato da relazioni e contraddizioni, attraversato da voci femminili e da un Dio che resta, per lui, interlocutore e limite. La conversazione parte da una domanda semplice e radicale: come la fede plasma l’identità maschile, e come lo sguardo maschile ha plasmato la fede?
Dalla tesi universitaria di Bertin nasce un testo che intreccia teologie di genere, esegesi biblica e riflessione pastorale, aprendo uno spazio nuovo nella ricerca italiana. Mosè diventa così il simbolo di un maschile che non coincide con il potere o la legge, ma con la vulnerabilità, la relazione, l’ascolto.
Insieme, Alessandro Previti e Gabriele Bertin esplorano le resistenze e le paure che circondano queste letture: perché in Italia si parla ancora poco di maschilità teologica?
Forse perché è scomodo scoprire che anche la fede degli uomini è parziale, situata, bisognosa di cura. Eppure è proprio da questa consapevolezza che può nascere una nuova pluralità di sguardi sulla Bibbia e sulla vita di chiesa.
L’intervista fa parte del progetto Cornerstone, promosso da La Tenda di Gionata e sostenuto dai fondi dell’8×1000 della Chiesa Valdese. Un percorso di formazione e dialogo che vuole costruire, passo dopo passo, comunità più inclusive e consapevoli.

