Raccontare il mondo ENBY. L’esperienza di Torino
Riflessioni di Nazareno
Eriko ed Ismaele del Pozzo di Sicar, Gruppo di Cristiani LGBTQ+ Piemontese, ci raccontano come si possa organizzare, con successo, una serie di incontri sul tema ENBY – Non Binarismo di Genere. Un’esperienza riuscita!
Il “Il pozzo di Sicar” è un gruppo di persone cristiane LGBT+ che si incontra mensilmente, da qualche anno, per condividere e riflettere su tematiche che riguardano la Fede e l’identità queer.
All’interno del programma 2025/26 è stato previsto di dedicare alcuni incontri all’approfondimento della vita e dell’identità delle persone non binarie, sia perché ve ne sono alcune che partecipano da tempo agli incontri ma anche perché esse sono, per molti anche all’interno del mondo LGBT, degli “oggetti misteriosi” quando non addirittura dei veri e propri UFO.
Nei tre incontri dedicati a questo tema sono stati sviscerati numerosi punti la cui esposizione ha consentito di gettare una miglior luce su questa componente dell’universo queer attraverso testimonianze dirette, contributi multimediali, giochi di ruolo, question times e confronti a gruppi.
Queste modalità hanno reso ogni momento coinvolgente e partecipato nonostante lo spessore dei temi trattati. Tra essi vi sono stati il rapporto con il proprio corpo, la disforia di genere, la definizione e la comunicazione di un’identità estremamente complessa, le relazioni sociali, l’accoglienza da parte del resto del mondo queer, la relazione con la Fede, l’euforia di genere, i percorsi di transizione, il passing, le differenze con il mondo T, le problematiche legali e giuridiche, il nome d’elezione, i pronomi.
L’attività è stata portata avanti da tre delle persone non binarie appartenenti al gruppo che si sono alternate nella conduzione ed animazione dei momenti tra i quali non è mancato mai, come di tradizione del gruppo sin dal suo inizio, un ricco e vario momento di preghiera fatto di lettura di brani del Vangelo, preghiere spontanee, canti e spunti di riflessione.
Alla riuscita degli incontri ha contribuito non solo la comunione e la collaborazione, ma anche la differenza di età e di stato di vita di chi ha organizzato, trovandosi tra loro una persona sposata con figli ed una impegnata in una relazione stabile, permettendo in tal modo di offrire ai partecipanti non solo testimonianze differenti a causa della diversa esperienza di vita, ma anche punti di vista differenti dovuti ai diversi ruoli di genere di ciascuno.
Tutto questo ha arricchito il momento consentendo di passare il messaggio che essere una persona non binaria non è legato ad alcuna fase, stato o condizione di vita ed anche che è possibile integrare la propria identità con percorsi diversi e, apparentemente, conflittuali.

