Da Kairòs a una pastorale con le persone LGBT+: l’esperienza della diocesi di Firenze

Intervento tenuto da Anna Maria Massari del coordinamento della pastorale di inclusione della diocesi di Firenze, al primo Convegno nazionale degli operatori di pastorale “Buone pratiche di pastorale con persone omoaffettive e transgender” (Roma, Curia generalizia della Compagnia di Gesù, 4 settembre 2026)
Come coordinamento per una pastorale di inclusione ci siamo confrontati a lungo su cosa dire oggi al convegno, e sono emersi dal nostro lavoro collegiale alcuni punti, che proveremo sinteticamente a raccontarvi. Non è facile esporre anni di cammino, di incontri, di fatiche e di crescita, per questo abbiamo deciso di esporre punto per punto nella speranza di essere più sintetici e più chiari.
Prima di arrivare alla nostra storia, partiamo dal presente, per sottolineare l’importanza della formazione e delle esperienze che sono presenti nella nostra diocesi di Firenze.
La formazione: quest’anno l’Istituto Superiore di Scienze religiose della Toscana propone tre corsi inerenti a tematiche LGBTQ+:
- nel primo quadrimestre un corso online sulla pastorale con persone LGBTQ+; il corso è aperto a tutti ed è tenuto da padre Piva.
- Sempre nel primo quadrimestre il corso su Cinema e teologia affronta il tema della diversità: metà delle lezioni e metà dei film sono a tematica omoaffettiva.
- Nel secondo quadrimestre invece è previsto un corso sempre online su “Letteratura omoaffettiva e teologia”, organizzato in collaborazione con il gruppo Kairos.
Le esperienze:
- nell’anno diocesano 2025-26 è nato a Firenze il progetto “Casa Andrea”: uno sportello di ascolto e una casa di accoglienza per giovani persone in difficoltà (soprattutto per incongruenze di genere), un sostegno e un aiuto concreto offerto a giovani LGBTQ+ per ricostruire un percorso di vita. Il progetto vede a lavorare insieme la Caritas diocesana, il gruppo Kairos e i loro genitori, Arcigay Firenze e altre realtà del territorio.
- Negli ultimi 2 anni sono stati proposti – a livello diocesano – diversi eventi formativi e laboratori con la partecipazione di teologhe e teologi.
Perché partire dalle buone pratiche presenti in diocesi? Perché sono il frutto di un cammino e di una storia che è iniziata tanti anni fa, un viaggio fatto di ascolto, di preghiera, di incontri, di conoscenza, di volti e soprattutto di storie, di persone che hanno creduto nella Chiesa e che ostinatamente hanno chiesto di farne parte, anche in anni in cui questo sembrava non essere possibile per le persone omosessuali.
Nel 2001, in seguito al gesto disperato del gay cattolico Alfredo Ormando che il 13 gennaio 1998 si diede fuoco per protesta in piazza san Pietro, nacque a Firenze, per volere di alcuni giovani, il gruppo Kairos, cristiani omosessuali.
Nel 2007 il gruppo organizzò in una chiesa valdese la prima veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia, la prima delle veglie che ad oggi si svolgono numerose in tutta Italia.
Nel 2011, grazie al desiderio di questi giovani di tornare a far parte della Chiesa cattolica – che all’epoca li aveva allontanati e dalla quale non si sentivano accolti – la veglia si tenne in una parrocchia, con il coinvolgimento attivo dell’intera comunità parrocchiale. È fondamentale sottolineare come a segnare questa storia sia stata la volontà dei giovani del gruppo, il loro bussare a tante porte, il desiderio di essere parte della Chiesa. Non si sono chiusi nel loro gruppo, anzi: caffè, pranzi, partecipazione alle Messe nelle parrocchie, incontri, relazioni… tutto questo ha alimentato il soffio dello Spirito e ha fatto germogliare piccoli semi di bene che sono cresciuti nel tempo.
Il gruppo Kairos ha sempre trovato nella preghiera il suo punto di forza, nella lectio biblica un alimento che ha nutrito il cuore dei partecipanti al gruppo e di coloro che negli anni li hanno conosciuti.
Dai semi piantati negli anni sono nate due realtà molto importanti:
- Kairos giovani, che organizza attività per giovani cristiani LGBTQ+ e che da due anni organizza un incontro nazionale a Firenze per i giovani. Dallo scorso anno – tra l’altro – fa parte ufficialmente delle realtà giovanili della diocesi.
- Nel 2021 nasce poi il gruppo Kairos genitori, che promuove incontri con esperti e offre accoglienza alle famiglie con persone LGBTQ+. Il gruppo fa parte della rete “3volteGenitori”.
E proprio due coppie di sposi del gruppo Kairos genitori – nel 2022 – chiesero al Cardinal Betori di essere riconosciute come realtà ecclesiale e di cooperare con la pastorale familiare diocesana.
Nel 2023 nasce il Coordinamento per una pastorale di inclusione di cui fanno parte: una coppia di sposi con una figlia LGBTQ, due sacerdoti e una suora già impegnati – da molti anni – nella pastorale LBGTQ+. Nel 2024 il Cardinale (Betori) presenta ufficialmente il coordinamento con un evento diocesano (con la partecipazione di Padre Piva e di Chiara D’Urbano).
Nel Settembre 2025 il nuovo Vescovo di Firenze Gambelli allarga il coordinamento, chiamando a farne parte – sempre per decreto – due giovani LGBTQ+ e una coppia di mamme, già impegnate in passato in ambito parrocchiale e diocesano.
Da quattro anni due coppie di genitori seguono – a livello nazionale – un gruppo di circa dieci coppie omoaffettive, che si incontrano per confrontarsi e pregare insieme alla luce della Parola di Dio, un’esperienza innovativa e molto apprezzata.
Come ben potete capire, questo appena fatto non è un elenco di date e di avvenimenti, ma un cammino che la nostra diocesi ha iniziato tanti anni fa e che ha portato tanti frutti, grazie alla preghiera, al desiderio di comunione e alla forza dello Spirito. Io e la mia compagna viviamo con responsabilità il nostro mandato, consapevoli del dono che abbiamo ricevuto, assidue nella preghiera e desiderose di poter testimoniare la bellezza della Chiesa anche a chi ancora è più indietro nella strada da percorrere.
Vogliamo terminare il nostro intervento sottolineando i punti di forza e altri frutti che abbiamo potuto vedere negli ultimi anni, e concludere anche con le criticità che ancora ci sono e i nostri propositi per il futuro.
- Come già detto, il gruppo Kairos giovani è presente come realtà diocesana, tante sono le testimonianze che opera nelle parrocchie e nei movimenti ed associazioni; ad Arezzo si sta formando un nuovo gruppo Kairos Arezzo, ed il Vescovo Migliavacca sta seguendo da vicino l’iter del gruppo nato da pochi mesi.
- Se all’inizio Kairos aveva solo qualche piccola parrocchia amica e pronto ad accoglierlo, ad oggi tante sono le realtà ecclesiali in cui si trovano i giovani, gli adulti e i genitori, sia parrocchie che conventi e monasteri pronti ad ospitare preghiere e a offrire accoglienza.
- L’Azione Cattolica di Firenze da qualche anno ha censito come nucleo familiare una coppia di due uomini.
E il futuro? I punti su cui ancora lavorare quali sono?
- Se l’incontro con il centro di pastorale giovanile e il coordinamento si è svolto in un clima rilassato e collaborativo, più difficoltà si trovano ad oggi con la Pastorale familiare. Forse anche per un dato anagrafico, ma a livello familiare è ancora complesso inserirsi come adulti e famiglie omogenitoriali, i rapporti rimangono delicati e c’è molto da lavorare, creare relazioni e conoscersi.
- Ultimo punto, che ci sta molto a cuore, è un cambio di prospettiva a cui secondo noi è chiamata la Chiesa e che ancora fatica a spiccare il volo: a Firenze, contrariamente a quel che poteva accadere qualche anno fa, non è un problema definirsi cattolico ed omosessuale, ancor meno avere figli LGBTQ+: c’è un cammino da fare, ma tanti sono i luoghi e le esperienze in cui poter essere giustamente sé stessi, senza nascondersi, senza pensare di essere sbagliati e senza paura di essere mandati via.
Se penso al mio coming out di tanti anni fa, davvero tanta strada è stata fatta, e di questo possiamo solo ringraziare il Signore. E quindi? Essere coppia, essere famiglia, essere semplicemente persone felici, serene e realizzate che desiderano essere testimoni di fede beh, questo ancora è difficile. Finchè viene chiesta accettazione, tutto va bene.
Ma se chi si presenta alla comunità è una coppia che vive la vita quotidiana fatta di lavoro, di bollette e di desiderio di comunità e condivisione ecco, ancora questo è spesso un problema. Essere felici e semplicemente cristiani, peccatori come tutti e desiderosi di parlare di Quel Gesù che ci ha trasformato la vita ancora non è facile per gli omosessuali, e questo è il cammino che vogliamo percorrere insieme.
- Come coordinamento abbiamo deciso in questo nuovo anno pastorale di andare nelle parrocchie, di farsi conoscere, di provare a venire in contatto con tutte le persone che non vengono ai nostri eventi ma che vogliamo coinvolgere, per due chiacchiere, una preghiera e magari una cena insieme.
Tornando al brano degli atti citato all’inizio dal nostro Vescovo Gherardo, vogliamo insieme a Pietro glorificare il Signore tutti insieme, mangiare insieme e vivere da fratelli quella fede che ci accumuna all’interno della Chiesa, perché non ci sia più una pastorale per ma una pastorale con.

