Sono nato uomo ma mi sento Eva. La mia storia

Testimonianza di Graziano/Eva inviataci il 28 dicembre 2012

Ciao a tutt*, mi chiamo Graziano, 59 anni, ex dipendente comunale, vivo con mio figlio da 22 anni e mezzo. La mia storia?
A 6-7 anni un vicino di casa, penso si possa definire pedofilo, ha iniziato a farmi provare, per poche lire, varie volte il rapporto orale, ma non capivo nulla di cosa si trattasse e per me allora importava più avere alcuni soldini per le caramelle, non avevo idea del dopo.
Andai a scuola fino a 8 anni poi abbiamo cambiato regione e sono andato ad abitare in Veneto e da allora sono li.

All’epoca delle medie, parliamo di quando avevo 13-14 anni l’età della masturbazione,  tutti avevano la ragazza e credevo ci facessero l’amore realmente. Io sentendomi rifiutato dalle ragazze, per un certo periodo, ho iniziato all’età di 16-17 anni con i rapporti gay, tanto pensavo è lo stesso andare a letto o con la donna o con l’uomo.

Ho iniziato in un cinema di Padova ad avere, per circa 1 anno e mezzo, rapporti orali nei bagni appunto con gli amici gay. La cosa mi piaceva e mi attraeva, finche una persona anziana mi ha pagato una camera e li ho avuto il vero rapporto sessuale tra gay che mi ha lasciato la bocca dolce.
Però non cercavo quello, volevo anche io la mia “donna” come tutti, ma vista la mia timidezza e la mia obesità, che nonostante diete calava e cresceva, mi sono iscritto ad un’agenzia matrimoniale dove ho trovato la prima donna che mi ha detto ‘si’, viste le mie caratteristiche fisiche.

Bene dopo due anni di frequenza settimanali da Padova a Prato ci siamo sposati e dopo 6 mesi di matrimonio, se così si può chiamare, lei ha avuto un forte esaurimento nervoso. E’ stata ricoverata in neurologia. Dimessa pochi giorni dopo il medico mi ha spiegato chiaramente che aveva manie omicide ed altro e che sarebbe stata meglio la separazione.
Separato, sono tornato ad andare a uomini, non frequentemente, ma meglio quello che niente. Dopo 5 anni è arrivato il divorzio. Ma nel frattempo continuavo il mio periodo omosessuale.

Poi sempre per timidezza e obesità nuova agenzia matrimoniale nuova donna, abitava più vicina, mi sembrava migliore, però il problema era sempre lo stesso cercavo la donna, ma non avevo ancora capito la differenza tra sesso e amore.
Anche qui dopo tre anni di frequenza, un po’ più assidua perché più vicini, dopo un po’ mi ha detto che beveva, ma io non sapevo nulla dell’alcolismo, pensavo fosse solo occasionale e basta. Invece no, è stato un puro e vero infermo, ha trasformato la mia vita, in peggio ovviamente.

Fra rianimazioni, ricoveri, ubriacature, gruppi di alcolisti anonimi e specialisti vari mia moglie ha avuto 3 anni di astinenza dal bere, non mi pareva neanche vero così abbiamo deciso, anche su consiglio dei medici e guardandoci negli occhi, di avere un figlio. I medici hanno anche detto chiaramente che poteva essere sicuramente positivo se lei capiva l’impegno e se lo coltiva, ma sarebbe potuto accedere anche il contrario. Abbiamo deciso assieme, così dopo un gravidanza bellissima è nato nostro figlio che ora ha 22 anni e mezzo.

Nato mio figlio dopo pochi mesi lo battezzavo nella chiesa del papa (ndr Chiesa cattolica), ma il prete perché eravamo divorziati e non ancora sposati, quando ha fatto il battesimo in chiesa quasi non ha acceso la luce, eravamo solo noi e pochi parenti. Forse perché ci credeva appestati o che avessimo chissà quale malattia infettiva ed incurabile.
Cambiato parroco, i battesimi venivano fatti di domenica, con tutta la comunità, una vera gioia, una vera festa. Ho tanto pianto e mi sono tanto dispiaciuto nel vedere questo, tanto che non ho più frequentato la chiesa del Papa.

Per alcuni anni non ho più frequentato nessuna chiesa. Dopo pochi mesi per tranquillizzare mia moglie e farla sentire a casa sua ci siamo sposati. Il matrimonio è durato poco, poi mi sono riseparato e dopo alcuni anni ho avuto il divorzio e figlio rimasto a me (per fortuna) con l’aiuto dei miei.
Quando ho visto che anche questo matrimonio se ne andava in fumo è iniziata la mia vera attività di Eva, oltre a proseguire l’attività Gay. Ho iniziato a frequentare anche il Movimento Italiano transessuali di Bologna per capire chi sono e perché, facendo vari consulti psicologici, ma ho capito che li, molt* volevano cambiare sesso, ma io non ho mai pensato di arrivare a tanto.

Mi facevo tanti scrupoli, avevo rimorsi, pianti, ero in un marasma mentale tale – vuoi anche per la frequenza dei vari gruppi collegati all’alcolismo di mia moglie – che a volte ho pensato di buttarmi giù da qualche alto palazzo, ma avevo mio figlio a cui tenevo e questo mi ha sempre salvato.
E’ iniziato a indossare tutto quello che veste una donna, perché non è giusto che loro si possano vestire da uomo e noi no, anche se non sono mai stata longilinea, insomma volevo provare le stesse sensazioni ed essere me stessa. Nel frattempo è giunta una separazione difficile e un divorzio peggiore perché il figlio lo voleva lei, comunque è andata.

Ho sempre continuato a cercare uomini, nei locali gay e a fare sesso, ma mai innamorato di nessuno, questo ancora per alcuni anni. Poi in internet una romena coetanea che sembrava mi accettasse, solo a lei avevo confessata tutta la verità della mia omosessualità, mi aveva assicurato “non ti preoccupare, sta tranquillo basta che non lo fai più io ti sarò vicina e voglio essere tua sposa”.
Prima di sposarmi ho iniziato a fare una parte di coming out con mio figlio, allora 17 enne, non ho ben capito come l’abbia presa, ma era andata. Dopo giusto un anno la romena ha voluto sposarmi, mi ha fatto buttare via tutto il mio corredo da donna, dopo pochi mesi ha voluto che la sposassi per la sicurezza di avere un tetto, questo nel ottobre del 2007, il 16 dicembre 2007 se ne è tornata al suo paese perché ci ha ripensato, non voleva essere moglie di un bisex e travestito.
Dopo questo terzo matrimonio fallito, per un anno non ho più avuto voglia né di uomini né di donne.

E’ cominciata la lunga ricerca di una Chiesa, perché sento che qualcuno, credo, mi ha fatto raggiungere questa eta, 59 anni, la  pensione, con mio figlio che sta bene ed è abbastanza in salute. Non è stato facile, fino a quando circa 4 anni fa alla foresteria valdese vi fu un incontro fra varie religioni sull’omosessualità e mi pareva di aver capito che la Chiesa Valdese fosse quella più propensa ad accettarci.
Non contenta ancora, ho voluto cercare qui nelle vicinanze, per provare personalmente quello che è stato detto a Firenze. Dopo queste varie conferme, mi sono finalmente convinta che sicuramente la migliore è la chiesa Valdese che ora frequenterò anche se per me è un po’ lontana.

Dicevamo del coming-out con mio figlio di tutta questa storia del travestimento e della bisessualità, giusto la sera di Natale, parlando anche di altre cose, gli ho detto chiaramente, “sai che amo travestirmi da donna e che vado a uomini, ora te lo dico apertamente ci vado per gioco, coltivo solo poche amicizie, sane, qui non ci sarà più nessun legame o convivenza, ne con uomini, né con donne”.
Gli ho detto anche che mi creo il mio guardaroba da “donna” e non voglio nascondere nulla, voglio essere Eva. Lui mi ha detto che già lo sapeva questo, ma che adesso però, in qualche modo mi aiuterà.
La sera di Natale ho pianto dalla gioia, l’ho baciato e ci siamo abbracciati. Sicuramente qualcosa di più grande di noi e che ci ama esiste, DIO. Ora sto coltivando un’amicizia donna che mi accetta seriamente per quello.

Io ho avuto i miei tempi, i miei difetti ma Dio mi ha aiutato, sono contenta e ora non mi sento di tradire o abbandonare. Ricontatterò presto la pastora valdese affinché  mi aiuti a ritrovare il Signore, Salute e serenità.

Se questa testimonianza potrà servire a qualcosa ben venga.

grazie

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