Amicizia e amore nella Bibbia: Davide e Gionata (1Sam 18–20; 2Sam 1,26)
Testo di Thomas Hieke* tratto da Das wissenschaftliche Bibellexikon im Internet, voce Homosexualität (Dizionario biblico scientifico online WiBiLex: Omosessualità nell’Antico Testamento), Germania, paragrafo 5.1, redatto nell’ottobre 2021. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata.
Nel cercare nella Bibbia affermazioni positive su relazioni omoerotiche, si fa spesso riferimento all’amicizia tra Davide e Gionata (Harding, pp. 51–121; Fischer, pp. 73–76). Talvolta vengono individuate anche somiglianze con la relazione tra Gilgamesh ed Enkidu (Römer, pp. 221–228).
In particolare viene messo in evidenza un versetto del lamento di Davide per Saul e Gionata in 2Samuele 1,26: «Angoscia ho per te, fratello mio Gionata! Tu mi eri carissimo; la tua amicizia era per me più preziosa dell’amore delle donne».
In questo canto funebre viene espressa in forma poetica la profonda amicizia tra Davide e Gionata, figlio di Saul, già presentata in 1Samuele 18,1-4. Qui compaiono segni di affetto e di amicizia, ma anche una forte valenza simbolica e politica. L’espressione «Gionata amava Davide come se stesso» si realizza concretamente nel prosieguo del racconto: quando Saul comincia a odiare Davide e a perseguitarlo, Gionata rimane fedele all’amicizia con Davide anche a rischio della propria vita, lo avverte dei piani del padre e lo sostiene.
I termini “amore” e “alleanza”, nella storia di Davide e Gionata e nel loro contesto, possono avere anche un significato teologico e politico (cfr. Dietrich, pp. 417–419). Non a caso in 1Samuele 18,16 si afferma: «Tutto Israele e Giuda amava Davide».
In una scena di commiato particolarmente intensa, Davide e Gionata si baciano (1Samuele 20,41), gesto che non costituisce un’indicazione obbligata di una relazione omoerotica (Dietrich, p. 547). È possibile che il racconto alluda piuttosto, in analogia con 1Samuele 10,1, all’investitura del futuro re (Harding, p. 107).
Poco prima, Saul aveva accusato suo figlio Gionata di aver “scelto il figlio di Iesse” (Davide), a propria vergogna e a vergogna del grembo di sua madre (1Samuele 20,30). Il racconto mostra così che l’intensa amicizia tra Davide e Gionata superava ciò che era usuale nelle relazioni tra uomini, come Davide stesso oltrepassava spesso limiti e convenzioni, distinguendosi per il suo carattere eccezionale. Questa relazione viene inserita tra le molte azioni “non comuni” che caratterizzano la figura di Davide.
Proprio per questo, è poco probabile che il testo voglia porre al centro una relazione omosessuale nel senso moderno del termine (Himbaza / Schenker / Edart, p. 41). Dopo un’ampia rassegna delle diverse posizioni interpretative, Dietrich (pp. 414–417) conclude che i racconti su Davide e Gionata non si prestano né a condannare le relazioni tra persone dello stesso sesso, né a presentare quella dei due come un modello di coppia omosessuale.
Per Davide si potrebbe eventualmente parlare, in termini moderni, di una possibile “bisessualità”, dal momento che ebbe molte donne nella sua vita. La relazione con la moglie di Uria, Betsabea, comprometterà in modo decisivo la sua storia. Di Gionata, invece, non ci è stato tramandato alcun testo paragonabile alle parole di Davide nel lamento funebre, né esiste alcun indizio di una sua pratica omosessuale, cioè di un atto sessuale tra Davide e Gionata (Nissinen 1998, p. 55; Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche 6,206.241.275–276; 7,5.111; cfr. anche Loader, pp. 135–136).
Il fatto che per Davide l’amore di Gionata fosse “più prezioso dell’amore delle donne” può avere molte spiegazioni, ma difficilmente una di tipo sessuale, poiché nulla lascia intendere che Davide abbia provato minore soddisfazione con le donne. Inoltre, la relazione tra Davide e Gionata non conosce una distinzione tra ruoli “attivi” e “passivi”, diversamente da quanto avviene negli stereotipi di genere della relazione uomo-donna. A questo proposito, va ricordato che la subordinazione della donna in Genesi 3,16 viene interpretata come conseguenza del peccato, non come volontà originaria del Creatore.
Bibiografia:
- Dietrich, Walter, studi esegetici su Davide e Gionata (1Samuele 18–20; 2Samuele 1).
- Fischer, Georg, contributi sull’amicizia biblica.
- Harding, Susan, studi interpretativi sulla relazione Davide–Gionata.
- Himbaza, Innocent – Schenker, Adrian – Edart, Jean-Baptiste, The Bible on the Question of Homosexuality, Washington D.C., Catholic University of America Press, 2012.
- Josephus Flavius, Antiquitates Judaicae, libri VI–VII.
- Loader, William, The New Testament on Sexuality, Grand Rapids (MI), Eerdmans, 2012.
- Nissinen, Martti, Homoeroticism in the Biblical World, Minneapolis, Fortress Press, 1998.
- Römer, Thomas, studi comparativi su Davide e Gionata e il ciclo di Gilgamesh.
* Thomas Hieke è un biblista tedesco, specializzato in Antico Testamento ed esegesi storico-critica dei testi biblici. È professore di Sacra Scrittura e ha dedicato gran parte della sua ricerca allo studio del Pentateuco, dei testi narrativi veterotestamentari e ai temi etici che emergono dalla Bibbia ebraica, con particolare attenzione al loro contesto storico e culturale. Collabora stabilmente con WiBiLex – Wissenschaftliches Bibellexikon im Internet.
Testo originale: Homosexualität im Alten Testament: 5.1. David und Jonatan (1Sam 18–20; 2Sam 1,26

