Il “minestrone” di certezze in libertà del card. Mueller
Riflessioni di Massimo Battaglio
Comincio a stufarmi delle patetiche dichiarazioni del card. Mueller, prefetto emerito del dicastero della Dottrina della Fede. Ripetere che “la dottrina è molto chiara”, su qualunque argomento, non solo sulla causa LGBT+, per dire che non si vuole sentir parlare di alcun aggiornamento, tradisce una debolezza di fondo. Rivela una totale mancanza di visione del futuro e anche del presente.
E’ infatti del tutto inutile riaffermare le regole sedimentate dalla tradizione – nonostante si fondino su argomenti antiscientifici e su una lettura labile delle Scritture – quando si sa benissimo che sono ormai pochissimi i cattolici disposti a prenderle sul serio.
Si rischia uno scollamento sempre più forte tra Magistero e “sensus fidei fidelium”, elemento, quest’ultimo, indispensabile proprio per tramandare l’esperienza del credo cristiano. Si rischia che i fedeli se ne vadano per altri lidi, dove la loro fede sia maggiormente valorizzata.
Ma cos’ha detto Mueller a sto giro?
Era andato a Belmonte del Sannio, piccolo centro del Molise che gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Il Consiglio Comunale del paesino riconosce infatti che
“il suo ministero pastorale e la sua instancabile azione e testimonianza ha rappresentato un esempio luminoso di fede e di dedizione alla causa della Chiesa. La sua vicinanza ai valori della solidarietà della pace e dell’accoglienza costituisce un patrimonio spirituale che travalica i confini locali, arricchendo l’intera società”.
Strane parole per una delibera di un ente pubblico di uno Stato laico, ma vabbè. Già che c’era, il settantottenne cardinale ha approfittato per rispondere ai giornalisti presenti e segnatamente a una domanda circa il “Giubileo LGBT+” promosso da La Tenda di Gionata. Ecco il suo intervento:
“La Dottrina della Chiesa è molto chiara che… ehm… gli atti omosessuali sono un peccato mortale. Per questo deve rifiutare questa politica che alcuni fanno entrando in la Porta Santa per fare la propaganda per se stessa e non per ricevere la penitenza ma con cambio… ehm… della vita.
Ma papa Francesco non ha accettato questa ideologia del LGBT. Io penso anche per correggere questo malinteso che la Chiesa avesse quasi accettato questo comportamento come qualcosa da benedire e invocare la benedizione di Dio. Dio ha benedetto, secondo il libro Genesi, uomo e donna nel matrimonio. Questa è la benedizione di Dio.
Paolo chiaramente ha spiegato che l’Antico Testamento e Gesù hanno sottolineato che solo un uomo e una donna possono fare un matrimonio. Questo è la benedizione di Dio. Questo è benedizione sui loro bambini eccetera. Non si può benedire il peccato”.
Tralasciamo l’Italiano anche se Mueller abita e ha lavorato in Italia da più di dieci anni. Gli errori macroscopici stanno nel contenuto sin dalle prime affermazioni: “entrare dalla Porta Santa per fare propaganda a se stessi”. Se così fosse, allora sarebbe propaganda anche quella delle centinaia di associazioni che stanno compiendo lo stesso gesto.
Sua eminenza non deve permettersi (non deve permettersi!) di dubitare dello spirito di fede che accompagna a Roma i pellegrini, singolarmente o in forma associata. Non ha alcun mandato per farlo e, soprattutto, non li conosce. Dunque sospenda il giudizio!
Dobbiamo ricordare, proprio a lui che ha ricoperto cariche così alte, cosa dice davvero San Paolo a proposito del giudicare?
“Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose.” (Rm 2,1).
Sono le parole esatte che seguono immediatamente quelle che i conservatori come Mueller usano come atto di condanna verso le persone omosessuali. Come la mettiamo?
Risaliamo alla frase prima: la Chiesa “deve rifiutare questa politica”. E cosa può fare? Chiudere le porte? Bella Chiesa quella che si apre e si chiude a piacimento di qualche cardinale e del suo fan club, o magari lascia socchiuso uno spiraglio in modo che si possa entrare di nascosto per non turbare nessuno.
No reverendissimo. La Chiesa è mossa dallo Spirito e, se lo Spirito suscita il muoversi in una direzione o in un’altra, non può che rimanere aperta, specialmente se significa aprirsi alla novità. Poi aiuterà a camminare, magari anche correggendo ma mai rifiutando.
Ancora prima: “La Dottrina della Chiesa è molto chiara che… ehm… gli atti omosessuali sono un peccato mortale”. A me consta che, per quanto non siano ancora stati emendati i due articoli di Catechismo (dei quasi tremila che ce n’è) che trattano di omosessualità, il dibattito in proposito è abbastanza vivo.
Recentemente, varie volte i vescovi hanno discusso documenti che proponevano qualche riforma e, per quanto non abbiano mai ottenuto la maggioranza di due terzi richiesta per essere approvati, hanno sempre superato il cinquanta percento.
Dunque: la Chiesa è come minimo spaccata a metà, con un lieve ma significativo spostamento verso la nostra causa. Segno che la dottrina sarà anche molto chiara ma è proprio per la sua eccessiva chiarezza, che necessita di un aggiornamento.
Passiamo alla “penitenza” e al “cambio della vita”. Anche qui Mueller dimostra di non aver capito.
E’ vero che entrando in San Pietro sembravamo il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo. Procedevamo a testa alta, con cipiglio fiero, un po’ guardando avanti e un po’ scambiandoci sorrisi di incoraggiamento.
D’altra parte, eravamo uno dei gruppi più numerosi tra quelli finora giunti in Basilica. E il numero, e gli sguardi empatici che avevamo collezionato lungo il tragitto – sguardi di altri cattolicissimi pellegrini – ci facevano capire che era giusto che fossimo lì non per pentirci di chissà cosa ma per riprenderci ciò che ci spettava, nello spirito autentico del Giubileo, che è quello della liberazione degli oppressi.
“Lo Spirito del Signore è sopra di me” dice Gesù inaugurando la sua vita pubblica. “E mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore” (Lc 4,18 cfr Is 61,1-3).
Parlare di penitenza quando ci si riferisce al Giubileo mi sa di voglia irrefrenabile di manipolare le coscienze. Quanto al cambiamento di vita: sì, abbiamo voglia di cambiare, di uscire dai cassetti e amarci alla luce del sole.
La frase “papa Francesco non ha accettato questa ideologia del LGBT” si commenta da sola. Riferirsi a papa Francesco è ormai un classico dei tradizionalisti e dei reazionari: dicono la loro e attribuiscono a lui le proprie idee perché sanno che è stato un Papa simpatico. Non è il massimo dell’onestà intellettuale.
Intanto, a proposito di “benedire” e di papa Francesco, avvertirei il card. Mueller che “Fiducia Supplicans” resta in vigore e che, a parte le lamentazioni dei vescovi africani e di alcuni presuli di altri Paesi antidemocratici, ha registrato solo favori.
A nessun altro è passato per la testa che la benedizione di una coppia di persone dello stesso sesso che si amano sia frutto della “ideologia LGBT”. E’ un semplice passo avanti nella carità.
Il tema della benedizione sembra essere molto caro all’ex prefetto dell’ex Sant’Uffizio. Prosegue infatti con: “Dio ha benedetto, secondo il Genesi, uomo e donna nel matrimonio. Questa è la benedizione di Dio”.
Ma i vetri sono scivolosi. E’ difficile arrampicarsi. E anche Mueller fa fatica. Sembra non rendersi conto che benedire l’unione tra uomo e donna non esclude in alcun modo di benedire anche quella tra uomo e uomo o donna e donna.
Insomma: cita a caso pur di aver ragione. Perdonerei questo giochetto a un seminarista in missione in una parrocchia di montagna; non a lui. A meno che non ammetta che i suoi quasi ottant’anni gli stanno rendendo rigida la mente.
Il finale poi è fragoroso: “non si può benedire il peccato”. In rete circolano ancora foto in cui proprio lui benedice delle armi. La Chiesa ha sempre benedetto ogni cosa: case, scuole, cavalli, vacche, cani e porci e, appunto, anche strumenti di morte. Ma benedire una coppia di persone che si amano è “benedire il peccato”.
Suggerirei a sua eminenza qualche altro slogan. Sì che so… “Dio, Patria e Famiglia” o “Rosso di sera, bel tempo si spera”.

