Cosa dice veramente Gesù sull’omosessualità?
Testo tratto da sito LGBTQ & the Bible (Stati Uniti). Liberamente tradotto dai volontari di Gionata
Tra tutto il clamore su cosa dice il cristianesimo riguardo all’omosessualità, una domanda spesso viene trascurata: cosa dice realmente Gesù al riguardo? La risposta potrebbe sorprendere. Nonostante vivesse in un mondo dove esistevano pratiche omosessuali di sfruttamento – prostituzione sacra, pederastia, varianza di genere – Gesù non affronta mai l’argomento. Né direttamente, né indirettamente. Mai.
Al contrario, il suo messaggio è straordinariamente chiaro: l’amore prima del legalismo, la misericordia prima del giudizio, l’inclusione prima dell’esclusione. Questa pagina esplora cosa Gesù ha detto, cosa non ha detto, e perché questo è importante per chi cerca di seguirlo oggi.
Perché è importante?
Se Gesù è chi dice di essere (Dio stesso), allora la sua PAROLA non dovrebbe avere l’autorità suprema? La Bibbia dice che Gesù è la Parola di Dio. Quando cerchiamo di capire cosa dice la Bibbia su qualsiasi cosa, non possiamo ignorare Colui a cui tutta la storia punta, Colui che ci insegna come interpretare la Legge, come essere figli di Dio, come seguirlo e come entrare nel Regno di Dio.
Quali peccati menziona Gesù?
Ecco un elenco dei peccati che Gesù affronta:
- Superbia – Esaltare se stessi, superiorità spirituale, autogiustizia (Luca 18:9-14)
- Ipocrisia – Fingere di essere giusti nascondendo il peccato o sfruttando gli altri (Matteo 23)
- Cuore indurito – Rifiutarsi di pentirsi, cambiare o accogliere la verità (Matteo 13:15; Marco 3:5)
- Avidità / Materialismo – Amare il denaro, accumulare ricchezze, trascurare i poveri (Luca 12:15-21; Matteo 19:21-24)
- Abuso di potere – Soprattutto religioso o sociale, usato per controllo o status (Marco 12:38-40)
- Sfruttamento dei vulnerabili – Divorare le case delle vedove, opprimere i poveri (Luca 20:47)
- Mancanza di perdono – Serbare rancore, rifiutare la misericordia (Matteo 6:15; 18:21-35)
- Giudizio severo – Condannare gli altri duramente mentre si scusano se stessi (Matteo 7:1-5)
- Trascuratezza della giustizia e della misericordia – Ossessionarsi dalle regole ignorando i bisogni umani (Matteo 23:23)
- Disonestà – Inganno, falsa testimonianza, spettacolarismo spirituale (Matteo 6:1-6; Giovanni 8:44)
- Infedeltà – A Dio, al patto, o gli uni agli altri; include adulterio, lussuria e tradimento (Matteo 5:27-32)
- Tiepidezza / Apatia – Fare passi religiosi senza amore o passione (Apocalisse 3:15-16)
- Idolatria della religione / della Legge – Adorare le regole piuttosto che il cuore di Dio (Marco 2:27)
- Legalismo – Credere che la salvezza o la santità vengano dall’osservanza di regole (Matteo 23)
- Falsa pietà – Fare opere di giustizia per essere visti dagli altri (Matteo 6:1-18)
- Indurre altri al peccato – Far inciampare i “piccoli” (Matteo 18:6)
- Ingiustizia – Ignorare o permettere torti sistemici (Matteo 21:13)
- Violenza / Odio – Anche la rabbia interiore è equiparata all’omicidio (Matteo 5:21-22)
La πορνεία (porneia – immoralità sessuale), un termine generico per ogni peccato sessuale, è menzionata solo 3 volte, e riferita a infedeltà e pensieri malvagi: in Matteo 15:19/Marco 7:21-22 (il male viene dal cuore) e in Matteo 5:32 e 19:9 (in contesto di divorzio).
Quali peccati NON menziona?
È interessante notare che Gesù non menziona mai comportamenti omosessuali, anche se erano diffusi ai suoi tempi, e non in modo positivo (prostituzione sacra, abusi, pederastia). Dunque, ci chiediamo perché non ne abbia parlato. Ma il fatto è questo: non l’ha fatto. Non ha detto nulla sulle persone gay, sulle lesbiche, sulle persone transgender o bisessuali. Sappiamo che esistevano, sono documentate da oltre 2000 anni prima di Gesù. Ma lui non ne ha mai parlato.
Una cosa che notiamo è che non umilia i peccatori sessuali. Quando una donna è colta in adulterio (che sappiamo essere nella lista di Gesù), lui la difende dalla condanna pubblica (Giovanni 8:1-11) e mostra compassione (Luca 7:36-50).
Su cosa si concentra Gesù?
Gesù sembra concentrarsi più su come amare, perdonare e trattare gli altri, specialmente i vulnerabili, che sul controllare il comportamento sessuale. Quando affronta il peccato sessuale, di solito è parte di una chiamata più ampia all’integrità e alla fedeltà, non un’ossessione a sé stante. Per il nostro mondo cristiano conservatore occidentale, questo è piuttosto radicale.
A differenza dei capi religiosi, che escludevano certe persone “impure” o “non qualificate” dal tempio e dal convivio, Gesù puntava dritto a loro. Andava volontariamente incontro a persone con difetti fisici (visti come conseguenza del peccato), eunuchi (diversi sessualmente ed esclusi), donne sterili (una maledizione), uomini non circoncisi (questioni di salvezza).
Persone fuori dai parametri della “Legge di Dio e del suo tempio” venivano improvvisamente accolte da Dio stesso, l’Emmanuele. Uno scossone politico e spirituale radicale per i discepoli. Gesù li chiamava – non a creare un regno e conquistare i Romani – ma a prendersi cura degli emarginati e degli oppressi, a difendere la giustizia e a curare i poveri, i malati e i peccatori. In tutta la Scrittura, Gesù si schiera in solidarietà con tutti coloro che la società ha messo da parte come “impuri”.
“Se aveste compreso che cosa significa: ‘Misericordia io voglio e non sacrificio’, non avreste condannato gli innocenti.” – Gesù (Matteo 12:7)
Cosa dice Gesù sul matrimonio gay?
Gesù non dà né un comando per un matrimonio tra uomo e donna, né un divieto per un matrimonio tra persone dello stesso sesso. L’unica volta in cui menziona un matrimonio maschio-femmina è quando cita un versetto della creazione in Matteo 19. Stava rispondendo a una domanda trabocchetto dei Farisei sul divorzio. Nella sua risposta, si concentra sulla fedeltà con una citazione creazionale. Torna a un versetto della creazione per spiegare che il piano originale di Dio era la fedeltà, uno scopo stabilito prima del peccato, prima della cultura, prima della Legge, fin dal principio.
Quali comandi ci dà?
- Gesù ci dice di non escludere le persone dal regno dei cieli (Matteo 23:13).
- Ci dice di prenderci cura di chi è considerato impuro, un estraneo, al di là di divisioni sociali e religiose (Luca 10, Matteo 18, Matteo 25).
- Ci dice di riconsiderare le regole che danneggiano le persone (Matteo 12).
- Ci dice di aiutare le persone rifiutate dai capi religiosi (Giovanni 9).
- Ci dice di restituire dignità alle persone rifiutate dalla famiglia, dalla società e dalla chiesa (Marco 2).
- Ci dice di difendere la giustizia per gli oppressi (Matteo 23:4).
- Ci dice di non opprimere le persone con regole (Luca 4:18-19).
(…) Gesù era debole?
Gesù è visto come debole da molti, specialmente rispetto a Paolo. Le sue parole di inclusione e amore sono state derise e definite deboli. Ma i suoi insegnamenti erano deboli? Vediamo:
- Interrompe la corruzione con furia giusta (Matteo 21:12-13, Giovanni 2:13-17). Caccia i mercanti dal tempio, rovescia i tavoli, usa una frusta.
- Affronta i capi religiosi denunciando le loro bugie e ipocrisia, chiamandoli con nomi duri, rischiando la vita (Matteo 23).
- Accoglie e invita le donne a seguirlo e ad apprendere da lui, trattandole da pari in una cultura che non lo faceva (Luca 8:1-3, Giovanni 4).
- Infrange deliberamente le regole sul Sabato per smascherare l’ipocrisia del legalismo.
- Non ha paura della morte. Affronta Pilato con coraggio (Giovanni 19:11). Predice la sua morte e vi cammina incontro.
Gesù non era sicuro di tutto. Non subiva passivamente gli eventi. Affrontava sistemi, peccato, ipocrisia e oppressione a testa alta – con potere, amore e verità. (…)
Dovremmo seguire Gesù o gli insegnamenti di Paolo?
Lo stesso Paolo ci dice di seguire Gesù, non lui: “Uno dice: «Io sono di Paolo»; un altro: «Io sono di Apollo»; un altro: «Io sono di Cefa»; un altro: «Io sono di Cristo». Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?” (1 Corinzi 1:12-13).
La chiesa primitiva non è morta per Paolo, è morta per Gesù. Erano chiamati “seguaci della Via”, non “seguaci di Paolo” (Atti 9:2). La loro fedeltà era al modo in cui Gesù viveva e insegnava.
Se Gesù è Dio, e ci chiama a seguire Lui, solo Lui, al di sopra di tutti gli altri, cosa facciamo? Se seguiamo Gesù e i suoi insegnamenti al di sopra di tutto, questo include comprendere tutti gli insegnamenti attraverso le Sue parole, piuttosto che comprendere le parole di Gesù attraverso gli altri.
Nessun essere umano dovrebbe mai essere visto come colui che completa gli insegnamenti di Gesù. Noi interpretiamo gli insegnamenti degli uomini attraverso quelli di Cristo, non gli insegnamenti di Cristo attraverso quelli degli uomini.
Gesù è la voce più chiara di Dio, il fondamento della nostra fede, e i suoi insegnamenti sono vita stessa.
Tutti gli altri – inclusi apostoli, pastori, teologi – sono al massimo: interpreti secondari.
Le parole di Gesù dovrebbero essere la nostra autorità suprema. Gesù dovrebbe essere il centro della nostra etica, della nostra teologia e della scoperta della volontà di Dio per la nostra vita.
Abbattere i muri
Gesù non è venuto per rafforzare un sistema di esclusioni – è venuto per abbatterlo. Non ha passato il suo ministero a rinforzare codici di purezza, ma a invitare gli esclusi dentro. Non ha elencato l’orientamento sessuale come una barriera al Regno di Dio; invece, ha messo in guardia contro superbia, giudizio e l’escludere gli altri.
In un mondo ossessionato dal controllo dei confini, Gesù ha allargato il cerchio. Eppure oggi, molti cristiani hanno invertito le sue priorità – usando Paolo per zittire Gesù, brandendo versetti fuori contesto e costruendo muri dove Gesù costruiva tavoli.
Se Gesù è veramente l’immagine più chiara di Dio – la Parola fatta carne – allora le sue parole, le sue azioni e il suo silenzio parlano tutti a gran voce. Ha difeso i condannati. Ha elevato i rifiutati. Si è opposto ai guardiani religiosi. E ci ha ricordato che il più grande comandamento non è avere ragione, ma amare.
Questo è il Vangelo. Questo è il nostro centro. E se Gesù non ha condannato le persone LGBTQ+, dovremmo essere molto lenti – e molto umili – prima di farlo noi.
“Noi cristiani siamo sempre stati bravi a costruire muri, a trovare modi per tenere le persone fuori dal tempio. Siamo bravi a fare montagne delle nostre ideologie, ostacoli delle nostre teologie e colline delle nostre idee sballate su chi è dentro e chi è fuori, chi è degno e chi è indegno. Siamo bravi a metterci in mezzo.” Rachel Held Evans
Testo originale: What Did Jesus Say?

