Le celebrazioni dell’amore con le coppie LGBT+. Le Nozze di Cana
Riflessioni bibliche di Paolo e Maria che accompagnano i percorsi per coppie cristiane LGBT* e non
Dopo il battesimo di Gesù, il sesto giorno, Giovanni ci presenta l’evento di Cana. In questa circostanza non avviene un miracolo, ma un evento. Gesù chiama sua madre “donna”; si può dire che in lei si rappresenta tutta l’umanità che si accorge che sta per mancare il vino, la gioia, la pienezza della festa. E questa donna forza l’“ora” di Gesù.
Di quale ora si tratta? È l’ora della possibilità di entrare in comunione nuova con Dio, non con precetti o leggi o morale o doveri, ma attraverso un legame di figliolanza, un legame di benevolenza, di reciprocità nell’amore. È questo che Dio sta cercando.
L’umanità si accorge che non ha più vino. La mancanza di vino diventa il simbolo del vuoto, del venir meno delle potenzialità di amore dell’umanità stessa. Per questo Gesù dice “riempite le giare di acqua”. Bisogna riempirle. Ripartire dall’acqua, dalla nostra umanità, senza pretendere il miracolo. Se ci aspettiamo il miracolo non crediamo in noi stessi.
Invece Gesù, invece Dio, crede nella sua creatura, che abbia questa consapevolezza della potenzialità di materia ed energia uniche, straordinarie, nella potenzialità che abbiamo di andare verso gli altri, verso la parte di umanità che ci è dato di incontrare. Dio ha questa fiducia e dice “riempite le giare di acqua”, che è il potenziale di tutta la nostra umanità, del nostro essere.
Quei servi siamo noi. Dobbiamo imparare a riempire le nostre giare. Anche se sentiamo i nostri vuoti, i nostri fallimenti. È importante riempire le giare, quello che noi siamo, di acqua, e avere anche il coraggio di sfiorarla. Ci vuole coraggio a portare l’acqua in un banchetto in cui tutti aspettano il vino. Ci vuole un capovolgimento di visione.
Allora riempite le vostre giare di acqua, della vostra umanità vera. Credete nella vostra umanità, riprovateci ancora, con una umanità attraversata dalla sapienza e non dalla divisione, attraversata dalla sinfonia e dalla armonia. In quell’acqua, in quella umanità, è già presente l’energia divina, la presenza stessa di Dio! C’è già! Nella nostra umanità, nella nostra dimensione corporea, psichica, intellettuale, spirituale, c’è già presente Dio, c’è nascosto Dio. Bisogna solo farlo emergere. Ecco il divino, l’evento: non è il miracolo.
Questo accade se noi abbiamo il coraggio di toccare, “attingere”, la nostra umanità, anche nella sua fragilità, vulnerabilità, povertà, e andiamo verso l’altro senza restare chiusi. È nella relazione, nel portare l’acqua all’altro, nel toccarla, sfiorarla, attingerla, che l’altro arriva a dire “ma che vino buono sei!”
Noi abbiamo portato solo acqua, la nostra umanità, i nostri tentativi di relazione, di comunicazione, di incontro, di amicizia, di fraternità, di amore, di sposalizio, di celebrazione. Solo questo abbiamo portato. Ma quando si assaggia l’acqua, la profondità dell’altro, ci accorgiamo che non c’è soltanto acqua, c’è vino! E il vino è la presenza stessa di Dio nella nostra vita.
Per questo quel matrimonio che poteva fallire invece si realizza. Il vino nella nostra acqua ce lo mette Dio, ma noi lo dobbiamo ricevere, ce ne dobbiamo accorgere, lo dobbiamo coltivare dentro di noi. Dio si manifesta attraverso ciascuno di noi, questo è l’evento straordinario. Ma poi, cosa dobbiamo fare? Leggere la Scrittura, credere al tempio di Dio che siamo noi, credere in questo dono di Dio che abita noi e le nostre relazioni.
Noi possiamo riempire le nostre giare, condividerle con gli altri, offrirle agli altri. E bere l’acqua/vino dell’altro, con rispetto, attenzione, delicatezza, cura, gratitudine, speranza. Possiamo celebrare le nostre vite abitate dal Signore.
Ogni coppia, se vuole, quando vuole, può prendere la sua candela spenta (la sua vita di relazione di coppia, la sua giara di acqua) e può andare ad accenderla alla grande candela che rappresenta la luce/vita/energia di amore di Cristo, per accoglierla consapevolmente come presenza del Suo amore nel proprio amore, con gioia e gratitudine. Su ogni coppia verrà detto:
Credete alla potenza viva e vera dell’amore del Signore che abita la vostra relazione, che abita il vostro amore, e lasciate che la sua luce risplenda in voi e intorno a voi!
* In ogni incontro in presenza (con le coppie di credenti LGBT+ che abbiamo accompagnato abbiamo vissuto momenti intensi di preghiera nei quali approfondire il dono dell’amore ricevuto e riofferto, riconoscendolo come proveniente dall’amore trinitario di Dio. Dall’ascolto della Parola abbiamo scoperto e contemplato vari aspetti di questo Amore che chiede di farsi carne nelle nostre persone, e in particolare nel nostro amore di coppia.
Sono state esperienze di grande intensità alle quali tutte le coppie hanno scelto liberamente e gioiosamente di partecipare, ricevendo dal Signore una grazia particolare per continuare il loro cammino in famiglia e nelle loro varie comunità ecclesiali. Riportiamo qui le tracce di riflessione che hanno guidato alcuni momenti e i segni che li hanno concretizzati.
Info sui Percorsi per coppie LGBT+ cristiane

