Perchè la chiesa luterana di Norvegia ha chiesto perdono alle persone LGBT+?
Articolo di Ashifa Kassam, pubblicato sul sito The Guardian (Regno Unito) il 16 ottobre 2025. Liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
Il 16 ottobre 2025 la Chiesa di Norvegia, comunità evangelica luterana e principale confessione cristiana del Paese, ha chiesto pubblicamente perdono alle persone LGBT+ per le discriminazioni, le esclusioni e le sofferenze provocate nel corso della sua storia. Le parole del vescovo Olav Fykse Tveit sono state accolte come un’importante forma di riparazione, ma anche come un gesto arrivato troppo tardi per molte persone LGBT+.
Davanti alle tende rosse del palcoscenico di uno dei più conosciuti locali LGBT+ di Oslo, la Chiesa di Norvegia ha chiesto perdono per le discriminazioni e le ferite che aveva inflitto.
«La Chiesa di Norvegia ha procurato alle persone LGBT+ vergogna, ferite profonde e dolore», ha dichiarato giovedì 16 ottobre 2025 il vescovo a capo della chiesa Olav Fykse Tveit. «Questo non sarebbe mai dovuto accadere ed è per questo che oggi vi chiedo perdono».
Tveit ha riconosciuto che la «discriminazione, la disparità di trattamento e le molestie» avevano portato alcune persone ad abbandonare la fede. Dopo la richiesta di perdono era prevista una celebrazione nella cattedrale di Oslo.
Il discorso si è tenuto al London Pub, uno dei due locali colpiti dall’attentato avvenuto durante le celebrazioni del Pride di Oslo il 25 giugno 2022, nel quale morirono due persone e altre nove rimasero gravemente ferite. Per l’attacco è stato condannato ad almeno trent’anni di carcere un cittadino norvegese di origine iraniana che aveva dichiarato la propria fedeltà allo Stato Islamico.
Come molte altre istituzioni cristiane nel mondo, anche la Chiesa di Norvegia — una Chiesa evangelica luterana e la più grande comunità cristiana del Paese — ha emarginato a lungo le persone LGBT+, impedendo loro di diventare pastori e di sposarsi in chiesa. Negli anni Cinquanta i suoi vescovi descrivevano le persone omosessuali come «un pericolo sociale di proporzioni mondiali».
Con la progressiva apertura della società norvegese, tuttavia, anche la Chiesa ha cominciato lentamente a cambiare. Nel 1993 la Norvegia è diventata il secondo Paese al mondo a riconoscere le unioni registrate tra persone dello stesso sesso e, nel 2009, il primo Paese scandinavo ad approvare il matrimonio egualitario.
Nel 2007 la Chiesa di Norvegia ha iniziato a ordinare pastori e pastore dichiaratamente omosessuali e dal 2017 le coppie dello stesso sesso possono sposarsi in chiesa. Nel 2023 Tveit ha partecipato alla parata del Pride di Oslo, in quella che è stata descritta come la prima partecipazione di un vescovo presidente della Chiesa di Norvegia.
La richiesta di perdono del 16 ottobre 2025 ha suscitato reazioni diverse. Hanne Marie Pedersen-Eriksen, pastora lesbica e responsabile di una rete norvegese di donne cristiane lesbiche, l’ha definita «un’importante riparazione» e un momento che «segna finalmente la conclusione di un capitolo oscuro nella storia della Chiesa».
Per Stephen Adom, presidente dell’Associazione norvegese per la diversità sessuale e di genere, la richiesta di perdono è stata «forte e importante», ma è arrivata «troppo tardi per quanti, tra noi, sono morti di AIDS (…) con il cuore colmo di angoscia perché la Chiesa considerava l’epidemia una punizione di Dio».
A livello mondiale, soltanto poche istituzioni cristiane hanno cercato di riparare il male compiuto nei confronti delle persone LGBT+. Nel 2023 la Chiesa d’Inghilterra ha chiesto perdono per quello che ha definito il proprio «vergognoso» trattamento delle persone LGBT+, pur continuando a non consentire la celebrazione in chiesa dei matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Nel 2024 anche la Chiesa metodista irlandese ha chiesto perdono per le proprie «mancanze nel sostegno e nella cura pastorale» delle persone LGBT+ e delle loro famiglie, continuando però a sostenere fermamente che il matrimonio possa essere soltanto l’unione tra un uomo e una donna.
Nel 2025 la United Church of Canada ha presentato le proprie scuse alle persone Two-Spirit — espressione utilizzata in alcune comunità indigene nordamericane per indicare identità che uniscono dimensioni maschili e femminili — e alle comunità LGBT+. La Chiesa canadese ha definito questo gesto una riaffermazione del proprio «impegno per un’ospitalità radicale e per la piena inclusione» in tutti gli aspetti della vita ecclesiale.
«Non abbiamo saputo celebrare e gioire di tutta la bellezza della tua creazione», ha dichiarato il pastore Michael Blair, segretario generale della United Church of Canada. «Abbiamo ferito le persone invece di ricercarne la piena dignità e integrità. Vi chiediamo perdono».
Testo originale: Church of Norway says sorry to LGBTQ+ people for ‘shame, great harm and pain’

